sabato 13 settembre 2014

Festa della rete

Ci sono anche io. Rimini, blogger ovunque, gadget e tante idee. 
Sono sola, ma ho il mondo intorno e oggi mi sento bene, cuffie mentre cammino con la mia playlist, sorrisi e saluti a perfetti sconosciuti. Adesso ascolto e guardo lo showcooking di Marco Bianchi e poi rincorro Machedavvero e Chiara Maci.
Oggi giornata perfetta, sole e il mare che accompagna.
@festadellarete #festadellarete



giovedì 5 giugno 2014

Ritorni alle origini

Siamo in pieno delirio prepartenza. Fra meno di una settimana un aereo mi ricongiungerà con la parte di famiglia che abita in Calabria. Non vedo l'ora e so che anche loro sono impazienti di rivedere la prima pronipote di tutti, che per tutto l'anno vedono solo sui social o si Skype. 
Io non vedo l'ora di risentire il profumo di nonna, immergermi nel caos delle cene tutti insieme, di risentire sotto i piedi i sassi della spiaggia. È strafogarmi nel bar più buono del mondo, assaggiare le cose buone che solo le nonne sanno fare e offrire un po' delle mie torte. 
Un ritorno alle origini di cui sento davvero il bisogno, una voglia infinita di affetto e amore antico, di posto selvaggi e conosciuti, di mare trasparente e dialetto che finalmente capisco. Casa mia, insomma.

sabato 31 maggio 2014

Passioni

Amo pasticciare in cucina, per tutto il resto sono un'assoluta ciofeca. Non so cucire, disegnare, colorare, fai da te-stai-lontano-da-me.
Però la pasticceria mi piace. Certo la cena che precede il dessert deve essere ottima, ma il coup de teatre che da il dolce l'arrosto non lo fa, inutile negarlo.
Eh si, sono caduta nella trappola del cake design corredato da pasta di zucchero, così, per una festicciola a casa nostra mi sono lanciata nel creare un castello per la princi di casa. 
Una sonora batosta per le forze: ci ho messo una settimana e la base centrale é più bassa del previsto, ma serviva molto grande, quindi ho deciso che poteva anche accontentarsi di quella specie di cappello. Era soffice pan di Spagna, bagna al latte e nesquik, ripieno di mascarpone e goccie di cioccolato, proprio per i bimbi! 
I pirati li davanti sono per quei maschietti travestiti da pirata! Le bambole sono giocattoli ma l'edera, le foglie e i fiori sono più di 300, ognuno con dentro la sua perlina: un incubo!!! Stelle e conchiglie sono state fatte tutte a mano, erano più di 40, disseminate per la tavola. Mi sono divertita, ma menomale che di feste di primavera ne facciamo una l'anno!!!
Ecco il risultato...

mercoledì 28 maggio 2014

Crescendo, ma positivi stavolta!

E via, oggi si va all'open day all'asilo. Abbiamo tolto il fasciatoio e al suo posto abbiamo  attaccato gli stikers di Whinnie Pooh è messo un bellissimo dica netto di vimini, che era mio. Il tappetone di gomma ha lasciato spazio al legno nudo, via i peluche che non guarda mai, sottovuoto a manetta. Via i giochi da piccolissima e dentro giochi da grandi, libri più elaborati e lunghi, la cassa, il letto delle bambole.
E oggi, lavando e pulendo, finendo di sistemare la sua cameretta, mi sono sentita pronta, molto più di ieri.
Oggi non ho paura del nostro salto, ho voglia di farlo altissimo!
Allora 1 2 3 pronti via: scappiamo verso il nuovo e luminoso prossimo obiettivo!

martedì 27 maggio 2014

Un post sconclusionato ovvero: da domani si diventa grandi davvero.

Rimuovo la polvere. Ho cambiato la musica, anche se di poco. Ho chiuso porte, finestre e portoni.
Ho lasciato andare persone che nella mia vita hanno contato tantissimo, ma per le quali, evidentemente, nn contavo io.
Mi sto concentrando praticamente solo sulla bambina e noi due.
Sto ripulendo a fondo gli armadi, buttando cose e sistemando davvero quelle rimaste. Ho regalato vestiti, conservato le tute piccolissime dello scorso anno. 
Ho riprovato quei jeans che ancora amo e mai più mi andranno, ero in viaggio di nozze, la taglia ( e la vita) era un altra. Troppo giovane, troppo bene, troppo tutto.
Ho tirato fuori le tute che a settembre metterà all'asilo, le ho lavate, stirate e messe nel cassetto appositamente svuotato e pulito, con affianco le canottiere e le mutandine che andranno a sostituire i body, le calze più grandi, le maglie che adesso sembrano enormi. Ho appoggiato il affianco la sacca con ricamato il suo nome per intero. Materialmente siamo pronti per il primo grande salto nel vuoto.
Stiamo crescendo, lei per prima, noi a traino.
È davvero passato così tanto tempo dal momento in cui l'ho vista nascere? Dove sono finiti i mesi di tetta, nanna e cacca? Le prime parole sono volate, i primi passi corsi via. 
Adesso fa discorsi, corre e cammina meglio di me, va in bici, ha i suoi gusti, non vuole la gonna sennò non scivola bene sui giochi. Ama la dottoressa Peluche e i pirati, le principesse e peppa pig. Non ama i rumori improvvisi e forti, l'aspirapolvere della nonna ma adora guardare mentre si o stano le uova nella planetaria. Sa impastare la piadina, fare la torta delle 4 tazze, ma ha paura del forno anche spento, odia il calore. Beve il latte tiepido anche a natale e ha sempre caldo. Parla della sua scuolina.
Che momento strano.
Domani abbiamo l'open day all'asilo ( anzi, scuola dell'infanzia, guai a sbagliare...) e io non ho aspettato altro che questa convocazione per poi averne soggezione.
Un conto è crescere tua figlia nel calore e segreto di casa tua, un conto è sbatterla nel mondo reale. Ok, lo so, la scolarizzazione è importante e farà benissimo a lei. Lo so, vado contro ai miei pensieri scrivendo delle mie paure. Ma ho paura. Sarò all'altezza delle altre mamme? Saremo in linea con gli altri genitori o saremo quelli strani? 
Saremo in grado di proteggerà adeguatamente ße qualcuno le farà male, le darà fastidio, se piangerà per qualche torto? No. E deve andare così, non può sempre cercare le mie gonne per nascondersi. Questo lo so benissimo.
Eppure a me sembra di stare per saltare nel vuoto.

domenica 25 maggio 2014

#wondysonoio

Ho letto un libro. Che di per se non è una super notizia, essendo io una buona lettrice.
Questa volta però ho letto un libro che mi ha toccato nel profondo.
È Wondy, di Francesca Del Rosso. Lei è Wondy, una giornalista multimediale, si occupa di attualita' costume e societa' per RCD - RCS, e nel tempo libero è anche scrittrice. È mamma di due piccole iene, madre adottiva di un gatto di nome Zen e socia onoraria del club "Donne tumorate". (Dalla biografia sul sito mitico di Vanity Fair, ma non ho idea di come linkarlo, anzi, si accettano insegnamenti...)
Ne avevo sentito parlare, era un pochino che nell'angolino degli occhi lo guardavo, di soppiatto, come si fa con i film di cui hai paura eppure vuoi vedere la scena successiva.
Ero in spiaggia, nel primo luminoso week end di mare, e stavo decidendo che libro comprare sull'ipad. Nei consigliati ho visto l'inconfondibile copertina con la zazzera bionda. Ho scaricato l'estratto e a metà della prima pagina già avevo capito che dovevo superare i dubbi e comprarlo in modo da poterlo leggere bevendolo tutto di un fiato.
Io ho paura. Ho paura di quello che fa soffrire, che fa male, anche all'anima., ai pensieri. Io scappo dalle cose che mi  fanno male, non le affronto.
La malattia mi terrorizza, non so come comportarsi davanti a chi lotta e vuole solo compagnia. Sarei una perfetta riproduzione di quelle persone che Wondy descrive nel suo libro. Le inadeguate, che magari manderebbe un sms di circostanza. 
Lei è stata malata di cancro al seno. Ad entrambi i seni. 
Per questo il suo libro non volevo comprarlo. Eppure l'ho fatto. 
E me lo sono bevuto, soffocando lacrime calde quando lei descrive la 'crapa pelata' spiegata ai suoi figli, ridendo quando racconta della terza misura regalatale dalla sua 'Doctor', riflettendo sulla forza di non volere per forza fare l'eroina. Era stanca? Lascia i figli ai nonni Tati, alla Tata, al suo Ken. Senza nascondersi dietro forzature. La forza sta anche nel dichiarare apertamente di stare male.
Ho letto il libro in 10 ore 10. E mi ha colpito la semplicità di una cosa così grande. Un cancro. I sassolini, come li chiama davanti ai bambini.
Sassolini da tirare via, che si portano via un pezzo importante dell'essere donna. Wondy affronta il tema della chirurgia preventiva, della mastectomia, della chirurgia estetica, della chemio, della famiglia, degli amici, dei figli. Di come lo ha detto ai suoi genitori, a se stessa.  Ma li affronta in un modo così leggero che ti ritrovi a riflettere senza accorgertene.
Io ieri ho guardato il petto di mia figlia pregando che neanche il suo venga mai profanato. Da nulla. Così come Wondy fa con la sua bambina, incuriosita dalle cicatrici rimaste alla sua mamma dopo che i sassolini li avevano già asportati.
I ghiaccioli al limone. Stamattina ne ho comprato uno, per sentire un bocca il sapore che lei sentiva durante le sedute di nausea post-chemio. Io odio il limone.
I viaggi. Il bisogno di vivere quello che viene con in mente un obiettivo piacevole. Cicladi, Thailandia. Organizzare i corsi arte gioco, le partenze, i ritorni. La capacità di giocare con le parrucche cinesi. 
Cosa rimane a una donna sana, che legge le sue parole? La sensazione di essere libera. Libera da catene invisibili, che ci leghiamo addosso sole perché abbiamo paura. Allora io non voglio avere paura, voglio essere un po' Wondy, forte e coraggiosa, perché il mio essere donna è intatto, la malattia una paura costruita da me senza basi.
Voglio essere Wondy e dedicare il mio tempo a cose belle, perché ho il tempo di viverle.



giovedì 3 aprile 2014

Completezza

Oggi in piscina facevamo le matte (perché io&lei insieme siamo matte, in acqua siamo il meglio di noi!), la tenevo stretta per le mani e mentre lei stava dietro alla mia schiena, tipo mantello.
Rideva fortissimo soprattutto quando facevo finta di correre più veloce e all'improvviso, prendendo fiato tra una risata e l'altra, mi ha chiamato: 'mamma' 'dimmi pesciolino mio' 'mamma, ti amo'.
Io mi sono sentita completa.
Sono giorni difficili, questi, pieni di decisioni, pensieri e paure su come affrontare quello che verrà.
Ci sono stati abbandoni, riavvicinamenti, scontri, ma siamo qui, con una voglia di vivere che questa volta chiede di essere ascoltata a gran voce.

giovedì 23 gennaio 2014

Differenze

Qui posso scegliere fra il bar con il caffè Segafredo, caffè Illy, caffè Essse, caffè Pascucci. Niente catene americane, con brodaglia o simili. Ma questo vuol dire sognare un bicchierone di latte macchiato size venti.
Quando ordino chiunque capisce cosa chiedo e non ho bisogno del vocabolario. Sempre che non ci sia qualcuno che parli dialetto, stretto e veloce.
Qui c'è la coop, la conad e la simply, dove trovo la pasta barilla, il cioccolato milca e i biscotti mulino bianco. Sempre che sia un tipo di biscotti che la casalinga media compra. Per le novità pubblicizzate, attendere notizie.
In meno di cinque minuti torno in Italia. E delle volte non vedo la differenza.
Qui il canone costa meno ma non vedo nulla.
Qui la sanità è in gran parte gratuita ma spesso vogliamo un consulto esterno, a pagamento, perché non siamo soddisfatti di ciò che ci dicono.
Qui non ci sono semafori ma in un rettilineo ti mettono i 50 di limite. E pattuglie della gendarmeria come se piovesse.
Qui tutti abbiamo l'ultima tecnologia disponibile e poi ci lamentiamo della crisi che colpisce tutti. Più o meno.
Qui le macchine sono una a testa. Il servizio di autobus è scarso e non utile. Macchinoni, eh.
Qui fanno le rivolte per una specie di patrimoniale che assomiglia all'imu.
Qui tolgono gli aiuti alle famiglie in difficoltà perché non ci sono i fondi ma cambiano le luminarie di natale.
A maggio paghiamo le tasse, come tutti. Tante, come tutti.
Le bollette esistono e sono salate. Come ovunque.
Il nostro bancomat non funziona ovunque perché il nostro piccolo staterello è in una cosa chiamata 'black list'.
La scelta scolastica per le superiori è limitata, dell'università meglio non parlarne.


Continuo? Mi fermo, è meglio.
Ma la prossima persona che esclama: 'bello, abiti a San Marino!! Ma le tasse le pagate? Voi si che state bene!' Verrà violentemente insultata.




mercoledì 15 gennaio 2014

Ritorni. Distacchi. Traguardi.

Ok. Eccoci. Ho aperto il blog quasi un anno fa e ho la casella piena di bozze. Non pubblicate. Perchè non avevo tempo-voglia-è scritto male-ma come faccio a scrivere io che l'altra scrive di quando fa la cacca la pupa e sembra comunque interessante. Scuse, perlopiu. 
Banalissime scuse, che per una abituata a scivolarci intorno come olio, sono state facilissime da aggirare. 
Però una sera mio marito mi ha chiesto come mai non scrivessi pubblicamente pur intasando di bozze la casella. Perché sa quanto per me la scrittura sia sempre stata liberatoria. E in un anno mi sono riempita di emozioni, persone, colori, lacrime e sorrisi. Mi sono liberata, anche. Soprattutto di persone e lacrime. 
Allora ho capito che magari sarebbe meglio uscire dal loop 'mio caro diario' segreto era meglio. Chissene dei giudizi. 
Oggi mi serve scrivere. Anche se qualcuno potrebbe giudicarmi sciocca, sentimentale. Oggi mi serve sentire che ci sono.

Per me stasera è una data da segnare in rosso sul calendario. E con ogni probabilità nevicherà davvero ma non penso di centrarci poi molto.
Ho messo la mia StellaBella a dormire nel suo lettino. In camera sua. 
Ok ok, care tate Lucia del web, lo so che il manuale della mamma perfetta dice che la sera del rientro dall'ospedale doveva già dormire nel letto in camera sua e in assenza della camera, nel corridoio. Io ho seguito il manuale a metà. Nella cestina in camera mia. Appiccicata al lettone così bastava allungare la mano. E poi a otto mesi abbiamo solo cambiato la cestina di vimini con il lettino. Adesso a 30 abbiamo fatto il grande salto, via, nel lettino allungabile della santa IKEA, separate di notte proprio come non avrei mai voluto. L'ultimo grande scoglio della primissima infanzia. 
Quante storie per un passaggio naturale, lo so benissimo.
Ma di giorno è una bambina così piena di vita che vedo di non necessitarle più di tanto. Lei sale e scende dalla sua nonna come e quando vuole. Sta bene anche in mia assenza. Quando poi vuole le coccole, cucinare e dormire, quando il gioco si fa divertente,  vuole me. La sento, nelle scale che mi chiama con la richiesta del momento: "Mamma, cucino io bicotti?" "Mamma, io coccoline tante co te" "mamma, ninna".
So che sa. È una pulce di due anni e mezzo (ciù, in englese, come dice lei) che non freghi più, lei sa. Mamma se esce torna sempre, anche se è vestita bene e il babbo è con lei. Torna per le coccole, per consolare quando cade, per ascoltarla cantare, per dirle che la ama.

Ma io ho pianto a fontana quando ai famosi otto mesi abbiamo tolto la cestina di vimini in favore del lettino con le sponde. Ma piangere davvero, con lacrime, singhiozzi e occhi gonfi per un giorno intero.
Ho pianto quando ho tolto il box, oramai solo un gigante raccogli-giochi/capanna. L'ho sfoderato, lavato e asciugato con le lacrime agli occhi e quando l'ho conservato nella custodia ho pianto, meno che per la cesta, ma lacrime caldissime. 
Ah, non dimentichiamo la malinconia che mi prese quando abbandonammo la navetta del trio perché troppo stretta. Niente lacrime ma tanta tristezza. 
Ora moltiplicate tutto ciò è il risultato sono le spalle doloranti a causa dei singhiozzi che trattengo per non svegliarla.

Che mamma lacrimosa, chioccia e malinconica, altro che balli e canzoni. Stasera mi metterei sdraiata per terra vicina a lei. Ma so che non avrebbe senso. Anche lei, come tutti, come me, crescerà e un giorno non troppo lontano vorrà chiudersi dentro quella camera. Un giorno toglieremo la striscia con Winnie Pooh in favore di qualche sticker che non mi piacerà. Il lettino si allungherà e invece delle principesse ci sarà un colore che non avrei voluto. Via i giochi dentro libri da grandi, zaino, penne, cd o qualunque diavoleria tecnologica ci sarà. 

Ma l'amore si impara, è un salto dentro di se, dice Giorgia, dolcemente, cantando.
Imparerò che amare una bambina che ragiona e domanda, che ti consola se ti sei commossa per qualcosa, sarà anche più dolce che amare una bimba che ti guarda in silenzio mentre mangia da te, che assorbe il tuo amore inerme.

Perché l'amore si impara io l'ho imparato con lei.


giovedì 23 maggio 2013

Nostalgia canaglia

Ieri ho accennato al mio "parto rubato" e volevo dare delucidazioni. 
Il cesareo è stato programmato per problemi di salute che con ogni probabilità avrei riscontrato dopo un parto normale. Io ero daccordissimo, felice come lo può essere una cagasotto fifona come me. Io ho paura del dolore, tremo all'idea d sentire male, e allora??? Ci sono uomini che hanno paura dei ragnetti piccoli piccoli!!!
Comunque: a me andava bene. Serena e tranquilla fino a che le mie amiche di panza non hanno iniziato a sfornare e due di loro hanno fatto il taglio. Panico. Paura. Terrore e tragedia. Non avevo pensato che il Padre Innamorato non sarebbe stato con noi. Che di mezzo c'è una puntura nella schiena e che, soprattutto, non l'avrei toccata per prima. Non l'avrei tenuta stretta sulla pancia e sul seno, affaticata ma felice, come ho sempre desiderato. Da che siamo sempre state insieme, noi due, ovunque, io sarei rimasta sola, lei sarebbe dovuta andare nella saletta con l'ostetrica.
Ho iniziato a pregare di riprogrammare il parto. Volevo provare a partorire, ma sul Titano programmi il cesareo oppure partorisci dove vuoi, ma non esiste il parto di prova. Cioè, se mi partivano le doglie di notte o in un giorno festivo e stavo male si correva a Rimini. Allora mi sono fatta convincere a partorire nel modo più brusco del mondo. La consolazione è che lei cominque era pronta, un po' di dilatazione l'avevo e le contrazioni erano abbastanza forti. Le acque mi si sono rotte durante l'epidurale e l'ostetrica mi ha permesso di baciarla appena nata, così il profumo l'ho sentito. Ma la sensazione di solitudine enorme, immensa, la sensazione di non aver finito la gravidanza,  l'impossibilità di prendermene cura fin da subito,  beh, quelle non sono mai sparite. Anche quando ride, dorme o qualsiasi sia il momento della giornata quei sentimenti non mi hanno mai lasciato, in 22 mesi e 1 giorno.

mercoledì 22 maggio 2013

Non è tempo per noi (4)

Oggi la StellaBella fa 22 mesi. Mamma mia, che velocità!
Ieri mattina partorivo e iniziavo l'allattamento e poi...puf, adesso lei decide se vuole l'acqua, il latte o la carne. Adesso chiacchera, canta e decide su che canale vuole i cartoni (rai yoyo, ovvio, c'è peppa pig!!!).
Le persone intorno a noi hanno iniziato la cruciale fase del: a quando il secondo?
Ma io, lo voglio davvero un secondo figlio?Voglio davvero rincominciare tutto dall'inizio?
Non lo so mica. StellaBella è stato un dono enorme. Dormiva e mangiava. La cacca la faceva giusta giusta all'ora del cambio pannolino e a due mesi mi ha saltato anche la poppata della notte. veniva con noi ovunque a qualsiasi orario in qualsiasi situazione e stava buona! Dormiva anche durante i matrimoni più chiassosi e rideva di continuo. Perchè dovrei sfidare la sorte? Adesso che abbiamo trovato un equilibrio e finalmente non siamo solo un biberon e un scakdabagno viventi? Adesso siamo i genitori di una bambina che corre e socializza, che ti chiama per chiedere cos'è o come si fa. Siamo la mamma e il babbo più entusiasti, in prima fila nei laboratori didattici o nelle città dei bambini che troviamo.
Però...però se vedo un pancione ho le lacrime agli occhi. Per il mio parto "rubato", per la dolccezza che solo un neonato appena uscito da te può darti, per la forza potente che si sente quando scalcia. Per l'amore immenso, che non si può raccontare (Jovanotti, grazie!) quando vedi tuo marito con in braccio vostra figlia nata da mezz'ora.
Adesso come adesso avrei più bisogno di sentire che un altra parte di noi si realizza. Forse non è tempo per un noi a 4. Stiamo troppo bene noi 3!

martedì 21 maggio 2013

Ritari, scuse e matrimoni

Lo so che non è il massimo della vita aprire un blog e sparire per 15 giorni.
Se dico che sono stata occupata con una sposina ventenne mi perdonate? Ecco, sabato 11 Maggio si son sposati SuperMario e la sua sposa. La StellaBella avrebbe dovuto portare le fedi ma non è nemmeno partita... Va be', da qui al matrimonio dello zio ci son giusto giusto due anni, facciamo in tempo a prepararla. 
A parte la stanchezza incredibile perché non ho dormito tutta la scorsa settimana ( il vestito ordinato in internet prima di Pasqua non si sognava di arrivare), le corse perché il vestito è arrivato giovedì e lo dovevo stringere al seno, accorciare e far stirare. Una corsa unica da fare incastrando i miei impegni con quelli della sposa, che ovviamente avevano la priprità massima.Dico solo che l'ha ritirato dalla lavanderia mio padre a mezzogiorno. il matrimonio è stato celebrato alle 15:30. Una paura pazzesca ma poi ero elegantissima!
Ma alla fine, pur lavorando fino all'ultimo secondo, ogni cosa si è incastrata magicamente e devo dire che è stato prorpio un matrimonio con i fiocchi e contro fiocchi. Belli gli sposi (ma 20 anni lei e 23 lui...cosa mi aspettavo????), bello il ristorante, begli gli invitati... un sogno. Ci siamo emozionati, io e il maritozzo
Alla sposa siamo particolarmente legati: lui l'ha vista crescere, io me ne sono innamorata nel momento in cui l'ho conosciuta. Una dodicenne con una carica pazzesca capace di coinvolgermi in mille avventure. Poco dopo, la sposina poco più che ventenne ero io. 
Adesso è lei quella in viaggio di nozze su una bella nave, nei Caraibi, baciata dal sole, dal maritino e da una vita piena di futuro e incognite. E io le auguro tutto il bene del mondo, alla mia sposa principessa. Perchè quando si è un anima pura e piena di sogni, gli amici servono solo a spingerti verso il futuro e starti accanto, successi o meno, sorrisi o lacrime che siano.

lunedì 29 aprile 2013

Normalità e non.

Qualcuno mi ha letto e commentato. Che bello. Davvero, senza falsità. Ho provato una sensazione di calore e vicinanza. Bello! Spero che qui si crei la mia personale agorà, fatta di idee, impressioni e scambi!
Stasera serata senza figli!!! Immaginate tre coppie, 5 figli totali sotto i 4 anni, tutti diligentemente divisi fra i nonni, un pub, karaoke e Rimini a disposizione. Un delirio.
Anche la preparazione è stata un delirio!
Mi sono resa conto di non avere un armadio adatto. Ho i maglioni larghi tanto bravamammaunpotonda, i pantaloni da colloquio, i jeans e la tuta. Roba da pub o da uscita senza bambina piccola no. Che disgrazia. Ho ritardato di 40minuti. Poi ho tirato fuori la maxi maglia a paillette nera pre-bimba e i leggins neri. Ballerine e via! Meno male che le amiche si erano tirate poco, altrimenti sparivo...ah,ho sfoderato la mia arma segreta; i capelli ricci, per una sera non erano legati!
Comunque, dopo tanto disquisire sul mio abbigliamento, posso dire che di serate così ne dovremmo fare di più, anzi, dovrebbero essere prescritte dal medico insieme all'antistaminico. Fanno bene ai genitori, stasera ho riso come non mi succedeva da tempo. Ma soprattutto ho riscoperto la bellezza di farmi bella per il piacere di uscire con lui. Di solito la cosa importante è che StellaBella sia pettinata e vestita bene. Stasera eravamo noi due quelli fighi, profumati e contenti. Abbiamo mangiato, bevuto, riso e cantato. E sapevamo che Lei stava bene! L'abbiamo trovata impigiamata, addormenta e con il sorriso sul faccino. No, non ho pensato a lei ogni singolo secondo. Ho pensato che era bello stare con gli amici in chiacchiera, a prendere in giro chi passava!
Adesso è nel suo lettino vicino a me che ronfa, mi ha chiamato una volta, si è assicurata che fossi io è si è riaddormentata. E io non mi sento una mamma cattiva perché per tre ore l'ho lasciata.ok, quasi 5 ore.
Una ragazza mi ha detto che lei le serate da coppia le ha fatte, adesso che ha il bambino fa le cose con lui. Riflettevo su questa cosa e mi sono chiesta se è possibile sentirsi davvero così realizzate nella maternità da non ver bisogno mai dello spazio coppia, oppure se per caso non sia io quella strana.
A me le serate così piacciono, ogni tanto. Mi fanno stare bene e so che lei con la nonna sta benissimo. Adoro fare le cose con lei e per lei. Organizzo gite, merendate, quello che mi sembra adatto e divertente per lei. Sto sempre sul pezzo, attenta a captare qualsiasi laboratorio creativo, evento possa essere interessante.
Ho voluto essere mamma, ma non intendo regredire ai due anni. Non continuamente, almeno. Adoro guardare i cartoni o attaccare ovunque stickers, ma amo anche ricordare di essere una donna adulta, con bisogi, eigenze e desideri da adulta. Il mio soggiorno è un ludoteca, ok, ma ho pur sempre i calci del vino rosso da tirar fuori, ogni tanto!

sabato 27 aprile 2013

Il sonno, questo conosciuto.

Bambina 21mesi, interno giorno, lettone genitoriale, pisolo pomeridiano.
-Mamma, tu beya- leva ciuccio- smack.
Mamma 26 anni, saràpuregiornomasóstanca.
-StellaBella, hai voluto fare nanna con mammina? Adesso fai la nanna che porcamiseriamieroaddormentataancheio.-
-MAMMAAAA- leva ciuccio- smack. -Mamma batta ninna, yo corrocorro- smack.
-MAMMAAAAA- 
Mamma, bavina lato bocca -mm???-
-Mamma,giù.
Ho ceduto. Sono scesa dal letto. Ovviamente non sono riuscita a combinare nulla nel pomeriggio, niente stiro, riordino o nulla. Se mi poggio nel letto il pomeriggio è la fine della giornata. Divento uno zombie fino a notte, quando mi svegliò magicamente piena d'energia. Ma la StellaBella è da qualche giorno che ha la mammite acuta. Solo me, per qualsiasi esigenza.
 Sarà la primavera, ma io sono sfinita. Lei dorme minimo due ore ogni santo pomeriggio da quando ha smesso con le canoniche tre ore da poppata. 
Capisco che abbia avuto una fortuna che dire sfacciata è poco.
È nata con cesareo programmato e dopo un ora e qualcosa dalla nascita stava amabilmente poppando. Da li, un ritmo perfetto di tre ore sonno, dieci minuti per tetta, cambioculo, nanna. MomoMio me la dava cambiata e io allattavo. Perfezione neonatale. Rientrava nel famoso profilo di bebè angelo. A due mesi dormiva tutta la notte da mezzanotte alle sei/sette,poppata e via altre tre ore. Si è auto svezzata ad un anno spaccato. Dalla tetta alle tagliatelle. Niente brodini, pappette di riso/mais/tapioca. Asparagi e tagliatelle. Le chiamava per nome. "Yelle, nonna". Tanto per dire. E poi: NANNA. Tanta, ovunque, in qualunque situazione di luce/chiasso. 
Circondati da bambini che dormivano solo nel silenzio assoluto o non dormivano proprio con il Padre Innamorato ci guardavamo sconvolti da cotanta fortuna e bellezza.
Insomma. Ero abituata al lusso. Perché a 21 mesi la signorina adesso mi dorme 40minuti il pomeriggio??? E solo se mi sente attaccata a lei? Io per natura non posso dormire il pomeriggio. Non posso. Perché per me il pomeriggio finisce con la Parodi che cucina. Alle 19. Capite???! Se dormo lo faccio con una certa professionalità, a lungo e sodo. 40minuti con una scimmietta sudata e caldissima mi fanno solo innervosire...

Il primo.

Che sensazione strana, la pagina bianca, pronta da riempire. Come alla maturità, quando ero in presa ai fumi dell'onnipotenza e volli provare a fare il tema su Dante, che all'alberghiero mica te lo spiegano, il Sommo Poeta. Quella pagina bianca mi ha terrorizzato così tanto che ripiegai velocemente su una cosa più semplice. 
Comunque. Magari spiego perché ho intitolato il blog in questo modo. 
Cinque anni fa mi sono sposata e trasferita sul monte Titano. A San Marino, per intenderci. Quindi a tutti gli effetti sono una mamma expat,anche se mi fa moooolto ridere. 10km di superstrada e cambi Paese.
Quasi due anni fa è arrivata la mia StellaBella e da allora il soggiorno sembra una ludoteca, la macchina una succursale della Chicco e la nostra vita StellaBella-dipendente.
Volevo essere mamma. Lei é stata cercata e voluta, sia da me che dal Padre Innamorato, il fu MomoMio. 
Ah,magari ho anche 27 anni e velleità di vario genere.