giovedì 3 aprile 2014

Completezza

Oggi in piscina facevamo le matte (perché io&lei insieme siamo matte, in acqua siamo il meglio di noi!), la tenevo stretta per le mani e mentre lei stava dietro alla mia schiena, tipo mantello.
Rideva fortissimo soprattutto quando facevo finta di correre più veloce e all'improvviso, prendendo fiato tra una risata e l'altra, mi ha chiamato: 'mamma' 'dimmi pesciolino mio' 'mamma, ti amo'.
Io mi sono sentita completa.
Sono giorni difficili, questi, pieni di decisioni, pensieri e paure su come affrontare quello che verrà.
Ci sono stati abbandoni, riavvicinamenti, scontri, ma siamo qui, con una voglia di vivere che questa volta chiede di essere ascoltata a gran voce.

giovedì 23 gennaio 2014

Differenze

Qui posso scegliere fra il bar con il caffè Segafredo, caffè Illy, caffè Essse, caffè Pascucci. Niente catene americane, con brodaglia o simili. Ma questo vuol dire sognare un bicchierone di latte macchiato size venti.
Quando ordino chiunque capisce cosa chiedo e non ho bisogno del vocabolario. Sempre che non ci sia qualcuno che parli dialetto, stretto e veloce.
Qui c'è la coop, la conad e la simply, dove trovo la pasta barilla, il cioccolato milca e i biscotti mulino bianco. Sempre che sia un tipo di biscotti che la casalinga media compra. Per le novità pubblicizzate, attendere notizie.
In meno di cinque minuti torno in Italia. E delle volte non vedo la differenza.
Qui il canone costa meno ma non vedo nulla.
Qui la sanità è in gran parte gratuita ma spesso vogliamo un consulto esterno, a pagamento, perché non siamo soddisfatti di ciò che ci dicono.
Qui non ci sono semafori ma in un rettilineo ti mettono i 50 di limite. E pattuglie della gendarmeria come se piovesse.
Qui tutti abbiamo l'ultima tecnologia disponibile e poi ci lamentiamo della crisi che colpisce tutti. Più o meno.
Qui le macchine sono una a testa. Il servizio di autobus è scarso e non utile. Macchinoni, eh.
Qui fanno le rivolte per una specie di patrimoniale che assomiglia all'imu.
Qui tolgono gli aiuti alle famiglie in difficoltà perché non ci sono i fondi ma cambiano le luminarie di natale.
A maggio paghiamo le tasse, come tutti. Tante, come tutti.
Le bollette esistono e sono salate. Come ovunque.
Il nostro bancomat non funziona ovunque perché il nostro piccolo staterello è in una cosa chiamata 'black list'.
La scelta scolastica per le superiori è limitata, dell'università meglio non parlarne.


Continuo? Mi fermo, è meglio.
Ma la prossima persona che esclama: 'bello, abiti a San Marino!! Ma le tasse le pagate? Voi si che state bene!' Verrà violentemente insultata.




mercoledì 15 gennaio 2014

Ritorni. Distacchi. Traguardi.

Ok. Eccoci. Ho aperto il blog quasi un anno fa e ho la casella piena di bozze. Non pubblicate. Perchè non avevo tempo-voglia-è scritto male-ma come faccio a scrivere io che l'altra scrive di quando fa la cacca la pupa e sembra comunque interessante. Scuse, perlopiu. 
Banalissime scuse, che per una abituata a scivolarci intorno come olio, sono state facilissime da aggirare. 
Però una sera mio marito mi ha chiesto come mai non scrivessi pubblicamente pur intasando di bozze la casella. Perché sa quanto per me la scrittura sia sempre stata liberatoria. E in un anno mi sono riempita di emozioni, persone, colori, lacrime e sorrisi. Mi sono liberata, anche. Soprattutto di persone e lacrime. 
Allora ho capito che magari sarebbe meglio uscire dal loop 'mio caro diario' segreto era meglio. Chissene dei giudizi. 
Oggi mi serve scrivere. Anche se qualcuno potrebbe giudicarmi sciocca, sentimentale. Oggi mi serve sentire che ci sono.

Per me stasera è una data da segnare in rosso sul calendario. E con ogni probabilità nevicherà davvero ma non penso di centrarci poi molto.
Ho messo la mia StellaBella a dormire nel suo lettino. In camera sua. 
Ok ok, care tate Lucia del web, lo so che il manuale della mamma perfetta dice che la sera del rientro dall'ospedale doveva già dormire nel letto in camera sua e in assenza della camera, nel corridoio. Io ho seguito il manuale a metà. Nella cestina in camera mia. Appiccicata al lettone così bastava allungare la mano. E poi a otto mesi abbiamo solo cambiato la cestina di vimini con il lettino. Adesso a 30 abbiamo fatto il grande salto, via, nel lettino allungabile della santa IKEA, separate di notte proprio come non avrei mai voluto. L'ultimo grande scoglio della primissima infanzia. 
Quante storie per un passaggio naturale, lo so benissimo.
Ma di giorno è una bambina così piena di vita che vedo di non necessitarle più di tanto. Lei sale e scende dalla sua nonna come e quando vuole. Sta bene anche in mia assenza. Quando poi vuole le coccole, cucinare e dormire, quando il gioco si fa divertente,  vuole me. La sento, nelle scale che mi chiama con la richiesta del momento: "Mamma, cucino io bicotti?" "Mamma, io coccoline tante co te" "mamma, ninna".
So che sa. È una pulce di due anni e mezzo (ciù, in englese, come dice lei) che non freghi più, lei sa. Mamma se esce torna sempre, anche se è vestita bene e il babbo è con lei. Torna per le coccole, per consolare quando cade, per ascoltarla cantare, per dirle che la ama.

Ma io ho pianto a fontana quando ai famosi otto mesi abbiamo tolto la cestina di vimini in favore del lettino con le sponde. Ma piangere davvero, con lacrime, singhiozzi e occhi gonfi per un giorno intero.
Ho pianto quando ho tolto il box, oramai solo un gigante raccogli-giochi/capanna. L'ho sfoderato, lavato e asciugato con le lacrime agli occhi e quando l'ho conservato nella custodia ho pianto, meno che per la cesta, ma lacrime caldissime. 
Ah, non dimentichiamo la malinconia che mi prese quando abbandonammo la navetta del trio perché troppo stretta. Niente lacrime ma tanta tristezza. 
Ora moltiplicate tutto ciò è il risultato sono le spalle doloranti a causa dei singhiozzi che trattengo per non svegliarla.

Che mamma lacrimosa, chioccia e malinconica, altro che balli e canzoni. Stasera mi metterei sdraiata per terra vicina a lei. Ma so che non avrebbe senso. Anche lei, come tutti, come me, crescerà e un giorno non troppo lontano vorrà chiudersi dentro quella camera. Un giorno toglieremo la striscia con Winnie Pooh in favore di qualche sticker che non mi piacerà. Il lettino si allungherà e invece delle principesse ci sarà un colore che non avrei voluto. Via i giochi dentro libri da grandi, zaino, penne, cd o qualunque diavoleria tecnologica ci sarà. 

Ma l'amore si impara, è un salto dentro di se, dice Giorgia, dolcemente, cantando.
Imparerò che amare una bambina che ragiona e domanda, che ti consola se ti sei commossa per qualcosa, sarà anche più dolce che amare una bimba che ti guarda in silenzio mentre mangia da te, che assorbe il tuo amore inerme.

Perché l'amore si impara io l'ho imparato con lei.


giovedì 23 maggio 2013

Nostalgia canaglia

Ieri ho accennato al mio "parto rubato" e volevo dare delucidazioni. 
Il cesareo è stato programmato per problemi di salute che con ogni probabilità avrei riscontrato dopo un parto normale. Io ero daccordissimo, felice come lo può essere una cagasotto fifona come me. Io ho paura del dolore, tremo all'idea d sentire male, e allora??? Ci sono uomini che hanno paura dei ragnetti piccoli piccoli!!!
Comunque: a me andava bene. Serena e tranquilla fino a che le mie amiche di panza non hanno iniziato a sfornare e due di loro hanno fatto il taglio. Panico. Paura. Terrore e tragedia. Non avevo pensato che il Padre Innamorato non sarebbe stato con noi. Che di mezzo c'è una puntura nella schiena e che, soprattutto, non l'avrei toccata per prima. Non l'avrei tenuta stretta sulla pancia e sul seno, affaticata ma felice, come ho sempre desiderato. Da che siamo sempre state insieme, noi due, ovunque, io sarei rimasta sola, lei sarebbe dovuta andare nella saletta con l'ostetrica.
Ho iniziato a pregare di riprogrammare il parto. Volevo provare a partorire, ma sul Titano programmi il cesareo oppure partorisci dove vuoi, ma non esiste il parto di prova. Cioè, se mi partivano le doglie di notte o in un giorno festivo e stavo male si correva a Rimini. Allora mi sono fatta convincere a partorire nel modo più brusco del mondo. La consolazione è che lei cominque era pronta, un po' di dilatazione l'avevo e le contrazioni erano abbastanza forti. Le acque mi si sono rotte durante l'epidurale e l'ostetrica mi ha permesso di baciarla appena nata, così il profumo l'ho sentito. Ma la sensazione di solitudine enorme, immensa, la sensazione di non aver finito la gravidanza,  l'impossibilità di prendermene cura fin da subito,  beh, quelle non sono mai sparite. Anche quando ride, dorme o qualsiasi sia il momento della giornata quei sentimenti non mi hanno mai lasciato, in 22 mesi e 1 giorno.

mercoledì 22 maggio 2013

Non è tempo per noi (4)

Oggi la StellaBella fa 22 mesi. Mamma mia, che velocità!
Ieri mattina partorivo e iniziavo l'allattamento e poi...puf, adesso lei decide se vuole l'acqua, il latte o la carne. Adesso chiacchera, canta e decide su che canale vuole i cartoni (rai yoyo, ovvio, c'è peppa pig!!!).
Le persone intorno a noi hanno iniziato la cruciale fase del: a quando il secondo?
Ma io, lo voglio davvero un secondo figlio?Voglio davvero rincominciare tutto dall'inizio?
Non lo so mica. StellaBella è stato un dono enorme. Dormiva e mangiava. La cacca la faceva giusta giusta all'ora del cambio pannolino e a due mesi mi ha saltato anche la poppata della notte. veniva con noi ovunque a qualsiasi orario in qualsiasi situazione e stava buona! Dormiva anche durante i matrimoni più chiassosi e rideva di continuo. Perchè dovrei sfidare la sorte? Adesso che abbiamo trovato un equilibrio e finalmente non siamo solo un biberon e un scakdabagno viventi? Adesso siamo i genitori di una bambina che corre e socializza, che ti chiama per chiedere cos'è o come si fa. Siamo la mamma e il babbo più entusiasti, in prima fila nei laboratori didattici o nelle città dei bambini che troviamo.
Però...però se vedo un pancione ho le lacrime agli occhi. Per il mio parto "rubato", per la dolccezza che solo un neonato appena uscito da te può darti, per la forza potente che si sente quando scalcia. Per l'amore immenso, che non si può raccontare (Jovanotti, grazie!) quando vedi tuo marito con in braccio vostra figlia nata da mezz'ora.
Adesso come adesso avrei più bisogno di sentire che un altra parte di noi si realizza. Forse non è tempo per un noi a 4. Stiamo troppo bene noi 3!

martedì 21 maggio 2013

Ritari, scuse e matrimoni

Lo so che non è il massimo della vita aprire un blog e sparire per 15 giorni.
Se dico che sono stata occupata con una sposina ventenne mi perdonate? Ecco, sabato 11 Maggio si son sposati SuperMario e la sua sposa. La StellaBella avrebbe dovuto portare le fedi ma non è nemmeno partita... Va be', da qui al matrimonio dello zio ci son giusto giusto due anni, facciamo in tempo a prepararla. 
A parte la stanchezza incredibile perché non ho dormito tutta la scorsa settimana ( il vestito ordinato in internet prima di Pasqua non si sognava di arrivare), le corse perché il vestito è arrivato giovedì e lo dovevo stringere al seno, accorciare e far stirare. Una corsa unica da fare incastrando i miei impegni con quelli della sposa, che ovviamente avevano la priprità massima.Dico solo che l'ha ritirato dalla lavanderia mio padre a mezzogiorno. il matrimonio è stato celebrato alle 15:30. Una paura pazzesca ma poi ero elegantissima!
Ma alla fine, pur lavorando fino all'ultimo secondo, ogni cosa si è incastrata magicamente e devo dire che è stato prorpio un matrimonio con i fiocchi e contro fiocchi. Belli gli sposi (ma 20 anni lei e 23 lui...cosa mi aspettavo????), bello il ristorante, begli gli invitati... un sogno. Ci siamo emozionati, io e il maritozzo
Alla sposa siamo particolarmente legati: lui l'ha vista crescere, io me ne sono innamorata nel momento in cui l'ho conosciuta. Una dodicenne con una carica pazzesca capace di coinvolgermi in mille avventure. Poco dopo, la sposina poco più che ventenne ero io. 
Adesso è lei quella in viaggio di nozze su una bella nave, nei Caraibi, baciata dal sole, dal maritino e da una vita piena di futuro e incognite. E io le auguro tutto il bene del mondo, alla mia sposa principessa. Perchè quando si è un anima pura e piena di sogni, gli amici servono solo a spingerti verso il futuro e starti accanto, successi o meno, sorrisi o lacrime che siano.

lunedì 29 aprile 2013

Normalità e non.

Qualcuno mi ha letto e commentato. Che bello. Davvero, senza falsità. Ho provato una sensazione di calore e vicinanza. Bello! Spero che qui si crei la mia personale agorà, fatta di idee, impressioni e scambi!
Stasera serata senza figli!!! Immaginate tre coppie, 5 figli totali sotto i 4 anni, tutti diligentemente divisi fra i nonni, un pub, karaoke e Rimini a disposizione. Un delirio.
Anche la preparazione è stata un delirio!
Mi sono resa conto di non avere un armadio adatto. Ho i maglioni larghi tanto bravamammaunpotonda, i pantaloni da colloquio, i jeans e la tuta. Roba da pub o da uscita senza bambina piccola no. Che disgrazia. Ho ritardato di 40minuti. Poi ho tirato fuori la maxi maglia a paillette nera pre-bimba e i leggins neri. Ballerine e via! Meno male che le amiche si erano tirate poco, altrimenti sparivo...ah,ho sfoderato la mia arma segreta; i capelli ricci, per una sera non erano legati!
Comunque, dopo tanto disquisire sul mio abbigliamento, posso dire che di serate così ne dovremmo fare di più, anzi, dovrebbero essere prescritte dal medico insieme all'antistaminico. Fanno bene ai genitori, stasera ho riso come non mi succedeva da tempo. Ma soprattutto ho riscoperto la bellezza di farmi bella per il piacere di uscire con lui. Di solito la cosa importante è che StellaBella sia pettinata e vestita bene. Stasera eravamo noi due quelli fighi, profumati e contenti. Abbiamo mangiato, bevuto, riso e cantato. E sapevamo che Lei stava bene! L'abbiamo trovata impigiamata, addormenta e con il sorriso sul faccino. No, non ho pensato a lei ogni singolo secondo. Ho pensato che era bello stare con gli amici in chiacchiera, a prendere in giro chi passava!
Adesso è nel suo lettino vicino a me che ronfa, mi ha chiamato una volta, si è assicurata che fossi io è si è riaddormentata. E io non mi sento una mamma cattiva perché per tre ore l'ho lasciata.ok, quasi 5 ore.
Una ragazza mi ha detto che lei le serate da coppia le ha fatte, adesso che ha il bambino fa le cose con lui. Riflettevo su questa cosa e mi sono chiesta se è possibile sentirsi davvero così realizzate nella maternità da non ver bisogno mai dello spazio coppia, oppure se per caso non sia io quella strana.
A me le serate così piacciono, ogni tanto. Mi fanno stare bene e so che lei con la nonna sta benissimo. Adoro fare le cose con lei e per lei. Organizzo gite, merendate, quello che mi sembra adatto e divertente per lei. Sto sempre sul pezzo, attenta a captare qualsiasi laboratorio creativo, evento possa essere interessante.
Ho voluto essere mamma, ma non intendo regredire ai due anni. Non continuamente, almeno. Adoro guardare i cartoni o attaccare ovunque stickers, ma amo anche ricordare di essere una donna adulta, con bisogi, eigenze e desideri da adulta. Il mio soggiorno è un ludoteca, ok, ma ho pur sempre i calci del vino rosso da tirar fuori, ogni tanto!